IL MERLO GIOSUE'

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IL MERLO GIOSUE'

Post  Albi on Wed 07 Sep 2011, 15:10

TURDUS MERULA :IL MERLO

Descrizione



Il merlo (Turdus merula, Linnaeus 1758) è un uccello della famiglia dei Turdidae.Il maschio è lungo fino a 25 centimetri e presenta un piumaggio in genere completamente nero o marrone scuro; il becco, e il contorno degli occhi sono di un giallo acceso tendente all'arancione. Le zampe sono brune e squamose. La femmina è, invece, lunga, circa, fino 20-25 centimetri e di colore bruno scuro, con la gola più chiara, striata. Alcuni esemplari maschi presentano una colorazione bruna del becco, anziché gialla o aranciata. Negli esemplari maschi sono alle volte presenti fenomeni di albinismo parziale, che si evidenzia con il colore bianco di parte delle remiganti primarie o delle caudali.

Dieta



Il merlo è onnivoro. Si ciba principalmente di frutta, bacche, piccoli invertebrati e legno.
Il suo habitat naturale è il bosco, ma si adatta a vivere in numerosi ambienti (in pratica, ovunque vi siano le condizioni per nidificare) e non raramente lo si trova anche in aree urbane a contatto ravvicinato con l'uomo.



Riproduzione



Il nido, costruito dalla femmina, si trova sui rami degli alberi, fra i cespugli o anche semplicemente in buche nel terreno. La femmina depone le uova tre volte l'anno; generalmente sono in numero da 4 a 6 e di un colore azzurro-grigio, maculate in modo irregolare con puntini grigi. Il periodo di incubazione va dai quattordici ai quindici giorni ed è principalmente la femmina a covare le uova, anche se di rado collabora pure il maschio per motivazioni, si presume, di natura ambientale. Ad una attenta osservazione, si può notare che la fattura del nido si esplicita nel suo posizionamento ad altezze dal suolo variabili, a crescere di quota dal livello terreno, in conformità se trattasi di prima, seconda o terza nidiata. I merli per ogni nidiata cambiano il nido, non usano mai lo stesso per le nidiate successive alla prima.
In genere, i merli vivono in coppie isolate. Durante le migrazioni diventano in genere più sociali e possono radunarsi in stormi.



Il Canto



Il suo canto è un fischio puro, molto vario, flautato e sempre allegro. È paragonabile ad un verso simile ad uno tciuc-tciuc-tciuc abbastanza basso, oppure un sottile tsii o un irritato cie-ciecie, mentre, se allarmato, nel levarsi emette uno stridente ed improvviso chiacchierio che potrebbe spaventare qualsiasi distratto che si addentra nel suo habitat senza far caso alla sua posizione. Inoltre ha la capacità di imparare con facilità qualsiasi motivetto per poi ripeterlo fino alla noia. Quando canta tende a porsi verso la cima di un albero.
Può accadere che in lontananza un altro merlo gli alterni le sue emissioni sonore e che ciascuno dei due canti frasi differenti senza sovrapporsi.

Distribuzione



Dopo il passero il Merlo è il passeriforme più diffuso in Europa ed in Italia. È infatti diffuso in tutto il territorio europeo, ad esclusione della Scandinavia settentrionale.
È inoltre presente in Asia, in Africa nord-occidentale, nelle Canarie e nelle Azzorre.
Durante gli inverni si trasferisce dai paesi più settentrionali in quelli più caldi, mentre nelle zone temperate come l'Italia è presente tutto l'anno.

Habitat



Vive generalmente nei boschi con sottobosco, nei frutteti e nei vigneti, ed è comune presso tutte le zone coltivate. Il Merlo dal collare predilige le zone montuose dove si è adattato bene al clima.

GIOSUE’

Vi racconto la storia di Giosuè: il mio secondo merlo. La scorsa estate, una sera alle otto qualcuno suona alla mia porta… una vicina. Dice che nel corridoio interrato che porta ai garage c’ è un uccellino ferito. Spengo il fuoco ai fornelli e scendo a vedere… macchè ferito il pullo non è ancora in grado di volare e zompetta qua e là: è un piccolo merlo… certo che se lo lascio lì i gatti in quattro e quattr’otto gli fanno la festa… Lo raccolgo e torno ad occuparmi della cena. E’ molto vispo e non ho alcuna difficoltà a nutrirlo… per qualche tempo lo tengo dentro ad uno scatolone, poi lo trasferisco in una vecchia gabbia dei pappi… di lui non ho immagini solo questo video girato col cellulare…



... ho sempre evitato di toccarlo per non trasmettergli troppo l’ imprinting con l’ uomo… ma quando mi avvicino alla gabbia il suo sguardo si illumina: mi vede comunque come la sua mamma e mi chiama… diversamente si comporta invece se ad avvicinarsi è qualcun altro… Lo nutro con camole del miele, frutta, insalata, crocchette per insettivori e gli preparo spesso un mangime di farina gialla inumidita impastata con della cicoria tritata fine-fine del quale lui va matto… Passano un paio di mesi e diventa proprio bello.
Una mattina mi sveglio decisa a ridargli la libertà (me ne sono innamorata… adesso o mai più mi dico). Sono le 7.40 scendo, esco sul terrazzo ed apro la porticina della gabbia: nulla… provo a mettere una mano dal lato opposto ma ottengo solo di spaventarlo: non capisce cosa cerco di fare… Entro in cucina prendo le camole del miele e gliene offro una invitandolo ad uscire… Lesto vola sullo sportellino aperto mi ruba la camola dalle dita, poi torna sui suoi passi inghiottendola in men che non si dica: mi ha fregata!!! Ci riprovo: gli mostro una seconda camola ma questa volta non appena salta sull’ uscio gliela allontano costringendolo, per prenderla, ad uscire sul bordo del terrazzo… mi segue ma non appena si rende conto di essere fuori dalla gabbietta va in panico… Sgrana gli occhi e tenendo la camola fra il becco cerca disperato di rientrare a “casa” che pena mi fa… Rientro a cercare la digitale per fare un piccolo video ricordo convinta che spiccherà il volo da un momento all’altro… nonostante passano una decina di minuti quando torno è ancora lì confuso che non sa che pesci pigliare… Mi avvicino con la macchina fotografica e spaventandosi spicca finalmente il volo atterrando nel giardino dell’ appartamento a piano terra (io sono al primo)… Verso le 10.30 mi sembra ancora di sentire la sua voce… “Ti manca già” mi dico, ma poi lo chiamo e lo richiamo e vedo che se ne stà ancora a razzolare nel vialetto sottostante il terrazzo… curiosa scendo a vedere…
Che ci crediate o meno sapete che è successo? Sarà stato ad una decina di metri da me ed io gli ho chiesto: “Giosuè ma sei scemo??? Che ci fai ancora qui? Perché non te ne sei volato via?” lui mi è corso incontro pigolando e fermandosi ad una trentina di cm dai miei piedi… mi sono chinata e si è lasciato raccogliere mansueto come un agnellino… per un mese l’ ho ancora tenuto con me poi, su consiglio della guardia forestale, l’ ho portato in un bosco qui vicino…


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